È quello di donare agli altri in maniera incondizionata, senza pensare al ritorno che possiamo ottenere dalle nostre azioni.
Questo tipo di valore è il cemento delle relazioni ed è diametralmente opposto al comportamento dei cosiddetti “matcher”, che danno solo quando pianificano strategicamente un ritorno, o dei “taker”, che accentrano tutto su di loro, prendendo e basta.
Questa tipologia di audacia porta a mettere i nostri interessi in secondo piano rispetto a quelli degli altri e, nella sua forma più alta, mira a creare circoli virtuosi in cui le persone aiutandosi ottengono più di quanto potrebbero fare se agissero individualmente.
Lo scopo del dare non è quello di ottenere in maniera diretta da colui al quale si è dato, ma creare un ambiente in cui le persone, aiutandosi, ne escano arricchite sia individualmente che come gruppo.
Questo tipo di valore si manifesta in alcuni comportamenti del tipo: aiutare qualcuno che non si conosce offrendo la propria esperienza, mettere a disposizione degli altri la propria rete di contatti, supportare gli altri in qualcosa che riteniamo giusto, bello o importante, ma che non sia direttamente connesso con il nostro compito/ ambito d’azione.
Il rischio percepito nel dare è quello di perdere qualcosa di proprio e impoverirsi.
Come dice Adam Grant, giovane professore alla Wharton Business School, il Coraggio di dare vede il rapporto tra le persone e le reti sociali in maniera radicalmente diversa dai taker e matcher poiché vede nelle connessioni, nelle relazioni e negli scambi, un veicolo di creazione di valore per tutti, e non solo per sé stessi.
Il dono è un modo per creare e scambiare valore in maniera allargata, non è un semplice atto di scambio.
Continua a seguirmi per conoscere, nello specifico, quali sono le altre tipologie di Coraggio, nelle quali ognuno può ritrovarsi.
