il compromesso si o no?

La relazione non è un’entità a sé stante, dove le cose avvengono per magia.

Le relazioni sono frutto del lavoro e del desiderio di stare insieme, ciò significa che una persona non dovrebbe mai accollarsi tutto “lo sporco lavoro” a vantaggio dell’altra.

Uno degli strumenti utili per potersi raggiungere senza subire o doversi completamente modificare è la ricerca e l’attuazione del “compromesso.

Attuare il compromesso significa imparare a gestire il conflitto considerando le proprie opzioni, le quali possono essere diametralmente opposte a quelle dell’altra persona.

Qual è il confine, e dov’è la linea di demarcazione che fa di un compromesso un valore giusto?

Quando, invece, cediamo una parte di noi per il quieto vivere?

Il compromesso richiede che entrambi i partner facciano un passo avanti, lavorando attivamente per individuare l’opposizione e appianarla.

Il compromesso è la migliore soluzione per la gestione del conflitto, e permette di tenere in considerazione la diversità di chi abbiamo accanto, trattandola come una ricchezza da preservare, più che un ostacolo da appianare, anche il rapporto di coppia più solido può avere dei momenti di tensione che richiedono empatia, discussione proattiva e tanta voglia di venirsi incontro (disarmati).

Tuttavia, molto spesso, per il quieto vivere scegliamo di adottare l’arte del compromesso onde evitare il conflitto, e non per appianarlo, ciò significa che in alcuni casi viene voglia di trovare una specie di accordo raffazzonato, nato da motivazioni approssimative e frettolose, e voluto soprattutto solo da uno dei due, nel caso di specie, non stiamo cercando “il compromesso”, e cosa ancor più grave stiamo scappando dallo spazio “confronto autentico” che nella coppia dovrebbe sempre essere rispettato.