Un primo passo in questa direzione è sicuramente quello di accorgersi della sua presenza, facendo attenzione alle situazioni esterne o interne che danno inizio alla catena di pensieri autocritici.
Il passo forse più importante, però, è quello della ristrutturazione dei nostri pensieri, più semplicemente di una messa in dubbio dei nostri pensieri negativi, la cui verità diamo spesso per scontata.
Proviamo a porci quattro fondamentali domande quando notiamo un 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼:
1. Cosa direbbero di me i miei cari, se parlassi loro di questa situazione?
Questa domanda è utile a decentrarsi da una prospettiva autoriferita e negativa.
2. Ciò avrà importanza tra 5 anni?
Un esercizio di proiezione nel tempo aiuta a ridurre la catastrofizzazione con cui la persona può interpretare un’avversità presente.
3. Quando ho già sperimentato questa difficoltà? Come ho superato tutto questo?
Questi quesiti sono volti a disputare empiricamente la credenza secondo cui la realtà dolorosa è intollerabile, attingendo a prove concrete di esperienze passate in cui la persona ce l’ha fatta.
