Per poter aprire uno spazio di confronto su questo argomento è prioritario abbandonare il concetto di uguaglianza tra uomo e donna e sostituirlo con quello di complementarità.
E’ diventata una moda disfunzionale, quasi una sfida, affermare che uomo e donna sono uguali, ma se questo modo ha certamente un senso relativamente alla parità dei diritti, non lo ha rispetto a ciò che sono le caratteristiche dell’uno e dell’altra.
Pensare che uomo e donna siano uguali ci mette in una condizione di non-accettazione delle diversità dell’altro, e ciò che non è accettato in primis, non può essere accolto, ecco la radice profonda del conflitto nella relazione di coppia.
Porsi in un atteggiamento di “accettazione” dell’altro, quindi delle sue caratteristiche personali, delle sue unicità, significa accoglierlo senza aspettative e senza giudizio, in un clima di profondo rispetto della sua storia.
Accettare l’altro significa anche comprendere che non possiamo cambiarlo (non avrebbe nemmeno senso farlo) ma solo osservarlo, prendere atto di ciò che è in quel momento e muoverci di conseguenza, rimanendo nell’autenticità reciproca.
Il primo strumento fondamentale per rendere possibile quanto sopra è la costruzione del dialogo.
Questo spazio viene costruito nel tempo, attraverso la reciproca conoscenza, l’ascolto attivo e la volontà sincera di condividere e condividersi.
Non esiste intimità più profonda nella coppia se non quella di raccontarsi e abbracciare le fragilità dell’altro prendendosene cura.
