Quali sono i motivi che spingono ad aver paura di stare soli?

Nei precedenti articoli, abbiamo compreso che la solitudine non dipende dalla presenza o dall’assenza degli altri, ma è una personale condizione emotiva, possiamo, attraverso piccole strategie, con impegno e buona volontà, modificare la nostra condizione emotiva abituandoci, prima osservando e poi applicando con metodo, azioni diverse da quelle attuate fin ora.

𝗔𝗣𝗣𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗜𝗔

Se ci pensi, è qualcosa di rivoluzionario, perché al giorno d’oggi siamo terrorizzati dall’idea di non sapere come riempire i cosiddetti “tempi morti”.

Moltissimi genitori organizzano spasmodicamente il tempo extrascolastico dei propri figli, riempiendoli di attività da fare perché non si annoino, rendendo spesso i bambini iperattivi e incostanti.

Apprezzare la noia significa poter stare fermi e semplicemente osservare, ed è un tempo prezioso, poiché solo così sarà possibile affinare la propria capacità percettiva, ascoltare le proprie sensazioni, migliorare l’interazione con il mondo esterno.

È molto importante non sopprimere completamente le qualità umane che ci consentono di vivere la realtà e godere di gesti semplici.

Osservare la propria interiorità e comunicare con sé stessi è un importante step del percorso di Crescita Personale.

𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜, 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗚𝗚𝗜𝗥𝗘

Il dialogo interiore è importante, significa saper scegliere come e quando condividere la vita con gli altri.

La propria indipendenza emotiva rende liberi da compromessi disfunzionali e situazioni insoddisfacenti.

Due strumenti per ritrovare sé stessi senza temere il silenzio della solitudine sono il diario e la meditazione, magari integrati tra loro. Mettere nero su bianco le proprie emozioni ed esperienze aiuta a fare ordine, a vedere la realtà con maggiore nitidezza; la meditazione è una pratica preziosissima, sia in situazioni di stress, sia per ritrovare il proprio centro e riconnettersi con la propria parte più intima.

𝗣𝗥𝗢𝗖𝗘𝗗𝗜 𝗔 𝗣𝗜𝗖𝗖𝗢𝗟𝗜 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗜

Personalmente ritengo che “la gradualità” sia uno strumento funzionale, spesso la terapia d’urto non è efficace, anzi, talvolta acuisce il problema.

Perciò, non ti dirò di uscire tutte le sere e riempirti di impegni, ma di riprendere confidenza piano piano con gli stimoli esterni.

Ci sono varie attività che puoi fare in solitaria: una passeggiata, un caffè al bar, una mostra d’arte, l’importante è trasformare le sensazioni di disagio e pericolo in una prospettiva piacevole e vincente in cui sentirti parte del mondo.

𝗦𝗠𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗚𝗘𝗥𝗧𝗜 𝗔𝗗𝗗𝗢𝗦𝗦𝗢

L’autocommiserazione non è la soluzione migliore, poiché in qualche modo tende a giustificare e perpetuare lo status quo della solitudine, senza favorire l’uscita dalla tua zona di comfort.

È invece fondamentale aprirti alle persone, individuando affinità e somiglianze: scoprirai che la tua situazione è superabile e riuscirai a sbloccare tutto ciò che ti frena.

Una volta imboccata la strada, ti accorgerai dei piccoli, grandi miglioramenti nella tua vita.

Tutti gli obiettivi che ti prefiggi possono essere raggiunti con le tue risorse personali, e la tua vita può essere soddisfacente, appagante e felice nella misura in cui accetti di cambiare e migliorare giorno dopo giorno.